Riccardo Mari

 
 
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Nato a Milano il 06.07.1964
Cell. 349 3399873
e-mail: riccardo_mari@yahoo.it

Già dal primo vagito, si poteva intuire che l'arte scorreva impetuosa nelle mie vene, difatti, raccontano rapiti i medici e le infermiere che estrassero quel tenero corpicino dal grembo materno, il mio più che un pianto ricordava una melodia celeste, per non parlare del mio primo pannolino, un vero capolavoro, qualcuno disse pesino che lo firmai con un delicato svolazzo di …..bè lasciamo perdere, avete inteso.
La mia mente cominciò probabilmente a sviluppare e ad avviluppare concetti astrusi, già dall'inizio del conto alla rovescia della vita. Le immagini cominciarono ad affollarsi, le idee ad accalcarsi; I giochi non erano giochi ma realtà e viceversa e tutto si mischiava e vorticava, la musica riempiva la mia testa fondendosi ai colori per poi diventare rumore ed esplodere in una monocromia delirante. A volte una scena di vita quotidiana assumeva un poetico bianco e nero infondendo un tanto profondo quanto raro momento di quiete a tutto il mio corpo.
Il mio archivio celebrale apriva e chiudeva cassetti senza sosta, incamerando, incamerando, incamerando e incamerando ancora, in un indemoniata danza da apprendista stregone ed in questo infervorato apri e chiudi di cassetti e porte………… PATATRAK, l'archivio si ruppe.
E mo'? Vai a ritrovare in mezzo a questa baraonda, una mente!?
Persa. Introvabile, ed io con lei.
Cominciai a dipingere, suonare, fotografare, scrivere, dipingere mentre fotografavo, scrivere mentre suonavo e così via. Niente.
Raccolsi tanti Ohhhh, Ehhh, Ihhhh, Uhhhh, Ahhhh, ma niente che mi facesse capire di aver ritrovato quello che avevo perso.
Ora vivo con un pennello in una mano, il mouse in un'altra, la chitarra in un'altra e la macchina fotografica in un'altra ancora ( per favore non mi chiedete quante mani ho e ne se per caso il pennello lo messo altrove), tentando di rifare quella prima, unica e ineguagliabile opera d'arte ( il pannolino). Niente! Ne faccio tante ma, ahimè, nulla che si avvicini lontanamente ad essa.

Un giorno un mio amico, dopo aver ascoltato questa storia, mi disse: " Ma sei scemo?!"
Ed io forse per un eccessiva dose di modestia, abbassando gli occhi e arrossendo, gli risposi: " Non credo!!"
Ahhh…quegl'occhi sbarrati……., pensavate vi raccontassi quello che avevo fatto fino ad ora per poter giudicare la mia idoneità, non è vero?
Bèh credetemi, per questo non è importante quello che ho fatto ma quello che ho ancora da fare e…
Di sicuro, questo è il mio curriculum più sincero.

Riccardo Mari


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